ambiente

Cerchiamo idee che affrontino il settore da punti di vista insoliti. Non bisogna solo pensare alle problematiche più note, occorre uno sguardo aperto: quali sono i legami fra essere umano e ambiente da valorizzare, anche economicamente? Come pensare a questi rapporti in modo costruttivo, in un’ottica di offerta di beni e servizi? Cimentarsi in tematiche “classiche”, già affrontate dai soggetti di riferimento nel mercato può risultare molto faticoso e improduttivo: meglio concentrarsi su aspetti positivi, legati agli stili di vita, alla voglia di miglioramento, alla riscoperta della relazione fra noi e l’ambiente in cui viviamo.

Qui andiamo un po’ più sullo specialistico: ma non occorre essere dei grandi esperti in modelli teorici di sviluppo per avere un’idea incentrata sulla sostenibilità, su circuiti virtuosi o su una crescita economica circolare. Molto spesso si tratta di applicare il buonsenso e di uscire dagli schemi usuali di pensiero: è possibile coltivare in città? È possibile trasformare spazi inutilizzati e aree degradate in luoghi di “economia verde”? È possibile rivedere processi produttivi ormai considerati “inamovibili” in chiave sostenibile? Quanto sono riprogettabili i prodotti (e servizi) di uso quotidiano nell’ottica del miglioramento verde (tenendo sempre presente l’aspetto economico)? Queste sono le sfide più promettenti per gli imprenditori del futuro…

economia verde

rifiuti

Bè, magari qui è meglio evitare i campi di scontro su grande scala che, da decenni, vedono contrapporsi correnti, pensieri, approcci, metodologie, tecnologie. Questo è un settore difficile, complesso, pieno di insidie e di avversità. È meglio concentrarsi su idee “di prossimità”: segmenti accessibili, idee concrete e attuabili nell'immediatezza, senza invadere il campo dei grandi attori, iniziative basate sull'osservazione dei gesti e degli usi quotidiani: ipotesi di business facenti sì che meno risorse possibili si trasformino in rifiuti o che riportino i rifiuti ad essere risorse. Meglio le idee basate sui processi che conosciamo, che ci sono vicini, anche di piccola scala, sulle attività economiche di vicinanza, accessibili e gestibili.

Sarà una delle grandi protagoniste del futuro: in passato dimenticata, bistrattata e snobbata non solo si prenderà tutte le rivincite del caso, ma sarà fonte di stupore per quante attività di alto profilo e valore aggiunto saprà far nascere. L’agricoltura avrà un’altra fisionomia: si baserà su competenze specifiche, segmenti specialistici, prodotti e processi sostenibili, di qualità, legati a sistemi di coltivazione e stili di vita più sostenibili e sani.

agricoltura

salute

Ovviamente non stiamo parlando dei gradi temi di ricerca, dove si muovono già i giganti del settore. Parliamo dei servizi, prodotti e tecnologie che possono migliorare i vari segmenti che compongono questo - enorme - ambito in pieno sviluppo, a cominciare dei piccoli bisogni di ogni giorno di ciascuno di noi. A chi, trattandosi di salute, in un momento di necessità o difficoltà, non è capitato di pensare: “Possibile che questa cosa non si possa fare in modo più efficiente?!” o “Possibile che non esista un prodotto così?!”

Ecco l'altra grande protagonista del futuro. Non solo perché negli anni a venire ci sarà bisogno di più cibo, ma soprattutto perché il cibo entrerà sempre più nelle nostre vite come elemento determinante: per la salute, la longevità, la cura, il piacere, il benessere, la medicina. Accadrà a livello individuale e sociale, anche dal punto di vista economico, non solo fisico-nutrizionale.

Ecco allora che, a seguire la fase attuale, in cui il cibo è assurto a elemento ludico-estetico-chic e l’alimentazione a fattore scientifico-culturale e di fitness, seguirà la fase più “concreta”, in armonia con l’essere umano e l’ambiente: cibi e alimentazione in grado di dare benessere e felicità, salute e piacere, nutrimento e gusto, appagamento e misura, soddisfazione e sostenibilità.

Perché ciò si trasformi in opportunità di impresa, occorre tenere ben presente che non si potrà essere generici o approssimativi nell'offerta: la specializzazione e l’individuazione esatta - quasi chirurgica - del proprio segmento di mercato sarà la carta vincente.

alimentazione

invecchiamento

Si sa: il progresso ci ha regalato tantissimi anni di vita in più. E – cosa scontata da dirsi – ogni età ha le sue gioie, i suoi problemi, le sue esigenze e necessità. In questo settore le idee potrebbero spaziare senza limite alcuno, eppure, nonostante tutti ne parlino, si è fatto (e osato) ancora poco e le occasioni di impresa sono quasi tutte lì ad aspettare. Il limite maggiore nel cimentarsi in questo settore è la difficoltà di uscire dagli stereotipi e dai pregiudizi: ma è proprio oltre lo scontato che si possono trovare le risposte ai nuovi bisogni. Prodotti, servizi, prestazioni, tecnologie, socialità: un universo da popolare.

Sono più di trenta anni che il settore è in crescita: continuerà a farlo. Certo, può sembrare saturo in ogni suo segmento, anche il più piccolo. Offerte infinite, prodotti innumerevoli, canali distributivi di ogni tipo, eppure…guardando oltre, lo spazio di successo c’è ancora… Basta chiedersi: ma oggi, ora, in questo momento, cos'altro desiderano - oltre quanto possono già trovare sul mercato - tutte quelle persone che, come noi, amano i loro animali come membri della famiglia?

pet

arte

Non è più tempo di vedere l’arte solo come la più romantica espressione bohémien, né come pura espressione di genio e sregolatezza, incontrollabile impulso del quale semplicemente prendere atto. Con l’arte si può fare impresa: ne abbiamo splendidi esempi. Ma per riuscire occorre essere concreti, determinati, programmatici, oculati e lungimiranti: essere artisti non significa necessariamente essere imprenditori, amare l’arte non significa automaticamente riuscire a farne un’attività, la bellezza e l’emozione non si trasformano magicamente in economia. Eppure, negli anni a venire, l’arte prenderà sempre più forma di impresa, perché è nelle necessità “evolutive” della società, per compensare la decadenza a cui si è assistito negli ultimi decenni: trovare i modi per introdurre il concetto di sostenibilità economica e fattibilità tecnica in un settore che disconosce spesso la necessità di organizzarsi imprenditorialmente è l’obiettivo che ci prefiggiamo.

È la forma più estesa dell’arte. Ci riferiamo all'espressione creativa in tutte le sue forme. Ma qui, ai fini del fare impresa, non parliamo solo di fruizione della cultura. Parliamo soprattutto di partecipazione alla cultura. Il desiderio di essere protagonisti che tanto si è espressa nei social, assumerà forme più sofisticate, più consone ai desideri evoluti dei singoli e dei relativi gruppi di riferimento. La cultura sarà uno degli elementi di contrasto alla decadenza, alla sfiducia, al pessimismo, alla solitudine, ma non in senso di contemplazione passiva, il tutto andrà letto in termini di “attivismo”: i destinatari del valore di impresa saranno attori più che spettatori.

cultura